I tuoi risparmi lavorano per te o per la tua banca?
Spesso, conflitti di interesse e commissioni bancarie occulte erodono silenziosamente i rendimenti, frenando la crescita del tuo patrimonio. Riprendi il controllo con una gestione 100% indipendente e su misura.
Negli ultimi 4 anni, dall’inizio del 2022 alla fine del 2025, il mercato azionario mondiale dei Paesi sviluppati (rappresentato dall’indice azionario MSCI World) ha visto una crescita cumulata del +40% circa, espressa in Euro, cioè già al netto della svalutazione del dollaro USA verificatasi nell’ultimo biennio.
Più precisamente, i rendimenti annui “total return” (cioè rivalutazione + dividendi) sono stati i seguenti:
- 2022: −12,8%
- 2023: +19,6%
- 2024: +26,6%
- 2025: +7,0%
Ciò significa un rendimento medio annuo del +9% circa, e ciò nonostante la forte correzione negativa verificatasi nel 2022.
Ora, se nel tuo portafoglio d’investimento ci sono strumenti azionari internazionali (ad esempio fondi comuni), che però hanno avuto un rendimento medio annuo nettamente inferiore a quello sopra indicato, significa che (anche) per te è arrivato il momento di chiederti: “Come mai è successo?”
La “zavorra” del portafoglio: cosa sono i costi occulti?
La risposta è tanto semplice quanto di solito tenuta ben celata da Banche ed Assicurazioni: i tuoi investimenti si portano dietro una “zavorra” pesante, e per questo motivo non possono “correre” ad una velocità simile a quella del mercato azionario.
E di cosa è fatta, esattamente, questa “zavorra”? Di costi ricorrenti.
Costi che vengono detratti direttamente dal tuo capitale investito, in modo automatico e ripetuto ogni anno.
Intendiamoci bene: quando si investe in strumenti finanziari gestiti, per la gestione si pagano sempre dei costi ricorrenti annui.
Non esistono strumenti gestiti completamente “gratuiti”. Ma ciò che cambia, e di parecchio, è l’ammontare di tali costi.
- Per i Fondi d’Investimento attivi, i costi di gestione annui tipici stanno tra il 2% ed il 3% del capitale investito.
- Se poi si va alle Polizze d’investimento (cosiddette Unit Linked e/o Index Linked) il costo sale ancora: tra caricamenti e costi di gestione si può toccare, e talvolta persino superare, il 4% annuo!
- Al contrario, per i cosiddetti ETF (Exchange Traded Funds), fondi passivi estremamente economici, i costi annui di gestione vanno dallo 0,1% allo 0,3%, quindi circa 10 volte più bassi!
A prima vista, una riduzione dei costi nell’ordine del 2% annuo utilizzando gli ETF potrebbe sembrare solo un piccolo vantaggio.
E invece si tratta di un miglioramento sostanziale, perché significa correre privi di zavorra (finalmente)!
Il peso dei costi nel lungo periodo: un esempio pratico

Nel grafico qui sopra, si evidenzia meglio di mille parole quanto pesa la zavorra dei costi nel lungo periodo.
Assumiamo un capitale iniziale di 200.000 €, investito sul mercato azionario con un rendimento medio annuo del 6%:
- In un caso (Linea ARANCIO) con costi di gestione del 2,5% annuo tipici dei fondi d’investimento/polizze Unit Linked.
- Nell’altro caso invece (Linea BLU) con costi di gestione dello 0,35% annuo, tipici degli ETF.
Dopo 10 anni, l’investimento “efficiente” in ETF ha generato ben 64.000 € di rendimento aggiuntivi rispetto a quello “zavorrato” dai costi di gestione. Dopo 20 anni, tale divario si è ampliato ancor di più, superando i 200 mila euro… un gap persino superiore al capitale iniziale investito!
Dove si nascondono le evidenze di questi costi?
Ora che è chiaro quanto i costi ricorrenti impliciti siano dannosi per i rendimenti del tuo portafoglio, vediamo dove puoi trovarli.
Il primo documento dove si possono vedere esplicitati è il KID (Key Information Document) del fondo, un documento di poche pagine dove sono indicate tutte le principali caratteristiche, in modo chiaro e comprensibile.
Il KID dovrebbe sempre essere visibile alla sottoscrizione, ma di norma si trova anche su internet, digitando sul motore di ricerca il codice ISIN del fondo seguito dalla parola “KID”. Naturalmente, tale ricerca va ripetuta per tutti i fondi che si hanno in portafoglio.
Un’altra fonte per reperire i costi, stavolta in forma aggregata per l’intero portafoglio, è il cosiddetto “Rendiconto Mifid Oneri e Costi”, che la Banca depositaria rende disponibile al cliente almeno una volta all’anno (generalmente entro il mese di Aprile).
E non meravigliarti se la Banca non ti avvisa quando tale rendiconto Mifid è disponibile: devi essere tu a chiedere all’intermediario che ti venga mostrato. La banca (e/o l’assicurazione) infatti non ha alcun interesse a renderti “edotto” dei costi che stai pagando. Anzi.
Il conflitto d’interesse: il vero problema della consulenza bancaria
Ancora oggi, molti investitori che si affidano ai promotori di banche ed assicurazioni sono convinti che il servizio di “consulenza” e gestione dei propri investimenti sia offerto gratuitamente.
La realtà dei fatti è ben diversa: il servizio d’investimento non solo è a pagamento e costa, come visto, tra il 2% ed il 3% all’anno del capitale investito, ma il mezzo di pagamento sono gli stessi strumenti in cui si investe.
Questo genera un potenziale conflitto d’interesse tra cliente ed intermediario, perché il promotore guadagna di più facendo acquistare al cliente gli strumenti d’investimento più costosi e remunerativi per l’intermediario, anziché quelli più economici ed efficienti per il cliente.
Sarebbe come se il medico che opera privatamente ricavasse il suo compenso dalle medicine che ti prescrive, anziché dalla parcella che tu gli paghi. Il dubbio che possa prescriverti medicine più remunerative per lui, anziché quelle più efficaci per la tua patologia, sarebbe più che legittimo!
Come massimizzare il rendimento del tuo portafoglio
Abbiamo quindi compreso quanto sia fondamentale per gli investimenti utilizzare strumenti con costi ricorrenti di gestione contenuti ed efficienti, per massimizzare le potenzialità di rendimento di lungo periodo.
Se non sai quanto costa ogni anno il tuo portafoglio, è arrivato il momento di approfondire. Puoi farlo in autonomia, o puoi rivolgerti ad un soggetto imparziale che lavora nel tuo esclusivo interesse: il consulente finanziario indipendente.
