I tuoi risparmi lavorano per te o per la tua banca?
Spesso, conflitti di interesse e commissioni bancarie occulte erodono silenziosamente i rendimenti, frenando la crescita del tuo patrimonio. Riprendi il controllo con una gestione 100% indipendente e su misura.
Nel precedente articolo, abbiamo visto che i costi medi annui degli strumenti d’investimento tipicamente consigliati da banche e/o assicurazioni, come i Fondi d’investimento e/o le Polizze Unit Linked, si pongono di solito tra il 2% ed il 3% del capitale investito dal cliente.
Abbiamo anche visto come e quanto tali costi ricorrenti abbiano il deleterio effetto di “zavorrare” i rendimenti effettivi ottenuti dal tuo portafoglio d’investimento nel medio-lungo periodo.
Abbiamo infine visto come esistano sul mercato da oltre 20 anni strumenti d’investimento alternativi come gli ETF (Exchange Traded Funds).
Questi strumenti sono quasi sempre ignorati da banche e assicurazioni perché non sono remunerativi per loro, mentre invece all’investitore assicurano costi ricorrenti molto contenuti (nell’ordine dello 0,2-0,3% annuo), ed al contempo sono capaci di replicare fedelmente i rendimenti ottenuti dai loro indici finanziari di riferimento.
Arrivati a questo punto, si potrebbe quindi pensare che per comporre un buon portafoglio d’investimento personalizzato, basti utilizzare strumenti efficienti come gli ETF, ed il gioco è fatto.
La risposta è netta quanto chiara: assolutamente no, usare gli ETF non basta affatto!
Gli “ingredienti” indispensabili per investire
Per realizzare un buon portafoglio d’investimento, oltre all’utilizzo di strumenti efficienti, occorrono tutte le seguenti competenze:
- Solida educazione finanziaria di base.
- Buona conoscenza dei diversi strumenti d’investimento, delle loro caratteristiche e dei rischi associati.
- Lucida e piena consapevolezza dei propri obiettivi finanziari, del proprio approccio al rischio e della propria situazione, sia oggettiva (stato patrimoniale e conto economico) che soggettiva (emotività, bias cognitivi, finanza comportamentale).
Ora, se (e solo se) tutte queste competenze le hai già acquisite, oppure hai voglia, predisposizione e tempo per costruirtele da solo con diverse centinaia (se non migliaia) di ore di studio, puoi procedere in autonomia alla pianificazione finanziaria ed alla costruzione del tuo portafoglio d’investimento personalizzato.
In caso contrario però, è altamente sconsigliabile improvvisare ed andare “a sentimento”!
L’alternativa efficiente: rivolgersi ad un consulente finanziario a parcella
Molto più efficace invece è rivolgersi ad un Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’albo OCF, il cui servizio di consulenza pagherai solo a parcella.
Ed è proprio questa forma di remunerazione solo a parcella (il cosiddetto “fee only”, come dicono gli anglosassoni), che ti assicura che il consulente lavori nel tuo esclusivo interesse, senza sostanziali disallineamenti o conflitti.
Va anche sottolineato come questa forma di remunerazione consenta al cliente di ottenere una consulenza professionale e sempre nel suo esclusivo interesse anche su aspetti di finanza personale diversi dagli investimenti, ma altrettanto importanti ed impattanti per la sua vita finanziaria, quali:
- L’analisi e la pianificazione previdenziale
- L’analisi dei bisogni di protezione assicurativa
- L’analisi e la pianificazione successoria
- La gestione dei soldi e l’educazione finanziaria
La finanza personale si chiama così proprio perché la vita di ogni individuo è una combinazione unica di situazione finanziaria, familiare, aspetti caratteriali, obiettivi, valori, orizzonti temporali… e tutti questi fattori non sono cristallizzati, ma più o meno mutevoli nel tempo.
Ed è proprio far emergere, valutare, mettere ordine, dare una struttura, pianificare le risorse e stabilire la direzione in questo marasma di aspetti diversi, che sta la parte più impegnativa, ed a mio parere anche più gratificante, della vera consulenza finanziaria.
Consulenza finanziaria a parcella vs “Fai da te”: i costi a confronto
Ma quanto costa il servizio di pianificazione finanziaria con costruzione di portafoglio d’investimento (la cosiddetta “consulenza Mifid”) offerto da un consulente indipendente?
Ad oggi non esiste un tariffario ufficiale, quindi, almeno in teoria, ogni consulente fa storia a sé.
Tuttavia, possiamo dire che molti consulenti indipendenti applicano una parcella annuale fissa che dipende dall’ammontare del patrimonio investibile portato in consulenza dal Cliente.
La forchetta di solito si pone tra l’1,5% per i piccoli patrimoni e lo 0,4% (o anche meno) per quelli in assoluto più elevati, con una “base” tariffaria intorno agli 800 / 1.000 € all’anno.
Alcuni consulenti e soprattutto Società di Consulenza Finanziaria (dette SCF) applicano tariffe “base” nettamente superiori a quelle sopraindicate, perché si dedicano solo ai clienti con patrimoni più elevati.
D’altra parte, vi sono pure consulenti che abbassano la tariffa “base” per invogliare anche i clienti con patrimoni ridotti a fruire dei grandi vantaggi della consulenza finanziaria indipendente.
Il Prezzo è ciò che paghi, il Valore è ciò che ottieni
Ora hai gli elementi necessari per prendere una decisione.
Da una parte, c’è il “fai da te”, ma solo se hai le giuste competenze, capacità di autovalutazione ed una chiara, solida e sostenibile pianificazione finanziaria.
In caso contrario, nella migliore delle ipotesi perderai molte opportunità di rendimento nel medio-lungo termine, e nella peggiore… perderai molti soldi in tempi brevi.
Dall’altra parte, c’è la consulenza finanziaria a parcella. Ti assicura competenza adeguata ed allineamento d’interesse tra te ed il consulente, perché il suo compenso viene solo dalla tua parcella.
Ha un costo non trascurabile, ma noto in partenza e trasparente, senza sorprese. E ti fa investire in strumenti efficienti, che nel medio-lungo termine non vanno a “zavorrare” i rendimenti del tuo portafoglio d’investimento.
Come dice Warren Buffett, uno dei più grandi investitori del mondo: “Il prezzo è ciò che paghi, il valore è ciò che ottieni”.